Partita IVA Facile per freelancer nel 2021

In quest’articolo voglio condividere tutto quello che c’è da sapere, dalla A alla Z, sulla Partita IVA per freelance.

La maggior parte dei freelance non ha aperto la Partita IVA dal primo giorno. Agli inizi, infatti, si opta per la prestazione occasionale, che prevede l’emissione di una semplice ricevuta. Però quando un’attività non è più occasionale aprire la Partita IVA è d’obbligo.

fiscozen partita iva facile per freelance

Cos’è la Partita IVA?

La Partita IVA è uno strumento che permette, a chi esercita la libera professione, a chi svolge un lavoro autonomo o ha avviato un’azienda, di operare sul territorio italiano, dichiarando legalmente gli incassi. 

La Partita IVA è un insieme di numeri:

  • 7 cifre riferite al titolare dell’attività 
  • 3 cifre, riferite al codice identificativo  di Agenzia delle Entrate 
  • 1 cifra conclusiva che ha una semplice funzione di controllo

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Quando si deve aprire la Partita IVA?

Con la prestazione occasionale si ha la possibilità di testare se stessi da freelance. Ma, quando l’attività diventa costante e/o superiamo i 5000€ annui in ritenuta d’acconto, allora è obbligatorio aprire la Partita IVA.

I tempi per l’apertura

I tempi per aprire variano da 24 ore per i liberi professionisti ad un minimo di 15 giorni per le ditte individuali, per le quali occorre effettuare anche l’iscrizione al Registro delle Imprese. 

Con servizi come quello offerto da Fiscozen, se sei un libero professionista, puoi aprire la Partita IVA da freelance in modo totalmente gratuito.

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Aprire la Partita IVA in 3 step

Aprire la Partita IVA è un’operazione che avviene completamente per via telematica. L’apertura è semplice e rapida, ma richiede una serie di passaggi, che possiamo riassumere in 3 step principali:

  1. Definire il regime fiscale
  2. Individuare il codice ATECO
  3. Iscrizione alla cassa previdenziale

Regime Fiscale

Questa è la prima cosa da definire, in base all’attività che si vuole intraprendere si hanno diverse opzioni tra cui scegliere.

Esistono tre regimi fiscali: 

  • regime ordinario
  • regime ordinario semplificato
  • regime forfettario

Ciascuno è stato pensato per determinate categorie di contribuenti e caratterizzato da aspetti più o meno vantaggiosi.

Codice ATECO

Il codice ATECO è sempre necessario per l’apertura di una nuova Partita IVA, per far identificare all’agenzia delle entrate la propria attività.

Va indicato al momento dell’apertura, per ogni Partita IVA si possono associare un massimo di 6 codici ATECO.

Il codice ATECO è una combinazione di sei numeri.

M 74.10.90

Le lettere individuano il macro-settore economico

I numeri rappresentano le sottocategorie di settore

È un elemento molto importante, in quanto da esso dipende il coefficiente di redditività su cui si pagheranno imposte e contributi.

Coefficiente di redditività

Con il coefficiente di redditività non devi dedurre voce per voce tutti i costi (fatta eccezione per i contributi versati nel periodo in esame).

Infatti, viene applicata una deduzione fissa sul tuo fatturato incassato, secondo la percentuale indicata per il tuo Codice ATECO.

La parte rimanente, chiamata reddito imponibile, è quella effettivamente soggetta alla tassazione.

Cassa previdenziale

Il terzo ed ultimo passaggio riguarda l’iscrizione alla tua Cassa di Previdenza di riferimento, in modo da poter versare i contributi previdenziali. 

Attenzione: non tutte le Partite IVA sono iscritte alla stessa Cassa.

Ordini professionali

Alcune attività sono riservate solo a quei professionisti che hanno superato un esame di abilitazione e/o che risultano iscritti ad un Albo o Ordine, che a loro volta hanno una sua Cassa Previdenziale specifica.

Le nuove professioni

Altre attività nate in tempi più recenti, o non ancora soggette a regolamentazione, non hanno una Cassa Previdenziale ad hoc. 

Ad esempio, un Amministratore di Condominio, un Formatore o un Designer farà capo alla Gestione Separata INPS, e precisamente alla sezione dei Liberi Professionisti.

Le ditte individuali

Qui le cose cambiano, infatti, la Cassa di riferimento è la Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS. 

Per le ditte individuali è previsto un contributo fisso, da versare anche in caso di reddito zero.

Regime Forfettario

Grazie ad una legge del 2014, è possibile aprire Partita IVA e accedere subito ad un regime agevolato, un’ottima soluzione per i freelancer agli inizi.

Il regime forfettario nasce nel 2016, in sostituzione del precedente regime dei minimi. È rivolto ai lavoratori autonomi (commercianti, artigiani e liberi professionisti).

Come funziona il regime forfettario

Quali sono le principali novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2019?

La principale innovazione consiste nell’estensione del regime forfettario ad una fetta più ampia di lavoratori autonomi. 

Limite dei ricavi

Cresce, infatti, il limite massimo consentito per i ricavi e compensi, che passa dai 30.000 euro del 2018 ai 65.000 euro del 2019 (per tutti i Codici ATECO), cifra riconfermata anche negli anni 2020 e 2021.

Nel conteggio vanno considerati solo i redditi prodotti tramite Partita IVA e, nel caso si svolgano due o più attività, bisogna sommare i ricavati derivanti da ognuna di esse (e il totale non può superare i 65.000 euro).

Vantaggi

Chi si avvale del regime forfettario nel 2021 può usufruire di numerose agevolazioni a livello fiscale:

  • franchigia IVA (esonero dall’esposizione dell’IVA in fattura e da tutti gli adempimenti relativi ad essa)
  • esonero da studi di settore ed esterometro
  • esonero dall’obbligo di registrazione delle fatture
  • esonero dalla tenuta dei registri contabili
  • esonero dall’utilizzo obbligatorio della fattura elettronica

Tassazione

La più importante agevolazione  è l’imposta sostitutiva al 15%, che prende il posto dei normali tributi (Irpef, addizionali, ecc.).

Per chi ha i requisiti, si riduce al 5% per i primi cinque anni di attività, per poi crescere fino al 15% fisso a partire dal sesto anno.

Coefficiente di redditività

Come anticipato, non devi dedurre voce per voce tutti i costi. Infatti, ciascuna categoria di codice ATECO presenta un determinato coefficiente di redditività.

Alcuni esempi

  • 78% per le attività professionali
  • 86% per le ditte di costruzioni e del settore immobiliare
  • 67% per le attività artigianali
  • 40% per quelle commerciali

Requisiti del Regime Forfettario

Il principale requisito riguarda i ricavi e compensi annui, che dovranno risultare inferiori a 65.000 euro, a prescindere dal tipo di attività svolta o che si intende svolgere.

Il regime forfettario ha altre due soglie limite:

  • 30.000€ per i redditi da lavoro dipendente o assimilati
  • 20.000€ per le spese riguardanti impiegati e/o collaboratori esterni

Cause di esclusione

Non possono adottare il regime forfettario coloro che:

  • si avvalgono di Regimi speciali IVA o di Regimi forfettari di determinazione del reddito
  • i lavoratori residenti all’estero, fatta eccezione per coloro che si trovano in uno degli Paesi appartenenti all’Unione Europea (o in uno Stato che ha stabilito accordi economici con l’Italia) e producono almeno il 75% del reddito complessivo sul territorio nazionale
  • Chi opera in alcuni settori specifici

Costi, tasse e contributi

I costi diretti per chi ha una Partita IVA da freelance in Regime Forfettario generalmente sono:

  • Contributi (da calcolare sul reddito lordo, basato sul coefficiente di redditività)
  • Imposta sostitutiva (5-15%)

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Costi collegati alla gestione

È spesso difficile fare a meno di un consulente fiscale che si occupi degli adempimenti fiscali, tributari, ecc… 

Si fatica a star dietro ai vari “impegni” con l’Agenzia delle Entrate, l’INPS o con la propria Cassa di Previdenza.

Guida con esempi reali di costi per Partite IVA del settore digitale

Scopri la guida facile con esempi reali su prime aperture per chi ha una Partita IVA da freelance nel settore digitale.

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Budget per mantenere la Partita IVA da freelance

Con un consulente fiscale tradizionale il costo parte da 600€ + IVA/anno, per un servizio che include:

  • Assistenza via email o su appuntamento telefonico
  • Dichiarazioni dei redditi e compilazione F24
  • Avviso dei pagamenti da adempiere a ridosso delle scadenze

Con Fiscozen, bastano soltanto 299€ + IVA/anno, per un servizio che include:

  • Accesso 24 ore su 24 ad una piattaforma web
  • Assistenza telefonica o via chat in tempo reale
  • Dichiarazioni dei redditi e compilazione F24
  • Fatturazione elettronica senza limiti
  • Previsione tasse e contributi
  • Gestione delle scadenze e dei pagamenti
  • Monitoraggio entrate, uscite e limiti di reddito

Fatturazione Elettronica

La fattura elettronica è un file – in formato XML – che sostituisce in toto la fattura cartacea. Nata nel 2019, è obbligatoria per tutte le transazioni di B2B e B2C, fatta eccezione per alcuni casi particolari.

Perchè è nata? I cambiamenti spesso incutono un certo timore. Questo, però, non deve porre in secondo piano i numerosi vantaggi della fatturazione elettronica:

  • Superamento del cartaceo ed azzeramento dei costi di stampa e archiviazione
  • Minore impatto ambientale
  • Tracciabilità più agevole delle transazioni commerciali
  • Lotta al fenomeno dell’evasione fiscale
  • Semplificazione generale a livello contabile

Cosa cambia?

Grazie alla fatturazione elettronica, non è più necessario compilarla per poi inviarla via e-mail o di presenza, con l’obbligo di conservare il documento cartaceo per almeno 10 anni.

In sostituzione, infatti, si adotta un sistema digitalizzato per:

  • La predisposizione delle fatture in formato XML
  • Il successivo invio
  • La ricezione dei documenti telematici in entrata
  • La loro registrazione e/o conservazione

Come funziona?

Il funzionamento della fatturazione elettronica può essere riassunto in quattro passaggi fondamentali, alcuni ottenuti con appositi programmi, altri con il Sistema di Interscambio.

Dalla compilazione alla conservazione

Compilare

Invece di crearla e inviarla via mail, si utilizza il formato XML Fattura PA e si trasmette online con il Sistema di Interscambio disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate.

Firmare

Il 2° passaggio consiste nella firma elettronica qualificata, che ha lo scopo di garantire sia l’origine del documento, sia l’integrità dei dati in esso contenuti.

Anche in questo caso, non mancano le soluzioni online a prezzi competitivi.

Inviare

Una volta firmata la e-fattura è sufficiente trasmetterla attraverso il Sistema di Interscambio.

Riceverla e conservarla

Il destinatario ha il compito di conservare le fatture per  minimo di 10 anni. I software  sono dotati di un’apposita sezione per la registrazione dei documenti sempre in formato digitale.

Esonero

Il funzionamento della fatturazione elettronica può essere riassunto in quattro passaggi fondamentali, alcuni ottenuti con appositi programmi, altri con il Sistema di Interscambio.

La Legge di Bilancio 2019 prevede esonera:

  • per le operazioni eseguite da coloro che adottano il regime forfettario
  • per le operazioni eseguite da coloro che adottano il regime dei minimi
  • per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti di non residenti, comunitari ed extra comunitari

Divieto

Nel 2021 prosegue il divieto di utilizzare fatture elettroniche per le prestazioni rese da operatori sanitari (medici, infermieri, ecc.) nei confronti di privati.

Fatturazione elettronica e regime forfettario

I forfettari rimangono esclusi, per ora.

Ciononostante, per incentivare l’uso del nuovo formato digitale e migliorare la tracciabilità delle transazioni, il legislatore ha pensato ad un regime premiale per questi ultimi.

Cosa comporta?

Gli esclusi che scelgono volontariamente di utilizzare la sola fattura elettronica per tutte le operazioni possono beneficiare di uno “sconto” da 5 a 4 anni del periodo sottoposto a controllo fiscale.

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